Mario GEYMONAT, Il grande Archimede 2008.

Il libro – più che allegare acquisizioni scientifiche di rilievo – è consigliabile per un uso didattico interdisciplinare (matematica, educazione tecnica, lettere, storia…) nelle scuole. Forse invitando gli studenti a rilevare anche eventuali errori o imprecisioni.  (E’ esatto per es. definire il metodo delle esaustioni un “metodo per assurdo”? Quando, tra l’altro, i maggiori estimatori e «riattualizzatori» del genio di Siracusa sono quei matematici costruttivisti che – schifando ogni regresso all’infinito – censurano l’uso indiscriminato delle prove per assurdo stesse?!?

Ancora: quanto è plausibile l’influenza, rivendicata dall’Autore, dei delicatissimi dibattiti archimedei sulla poesia di Catullo?)

Con stile sempre gradevole, Mario Geymonat segue la vita del massimo matematico dell’Antichità, senza celare particolare amore, mi sembra, per le ideazioni tecniche e ingegneristiche. (Di solito un po’ trascurate: a  favore delle scoperte matematiche e fisiche “pure”).

Ottime – e leggibilissime – le versioni tratte dai classici: quali Plutarco e Tito Livio, Cicerone o Vitruvio. Esse contrappuntano il fascino romanzesco del racconto intorno alla vita di Archimede, facendo toccare con mano le rigorose fonti filologiche del testo.

Si segnala anche, benché sbrigativa, l’introduzione: del premio nobel per la fisica Zohres Alferov. E la pur brevissima prefazione di Luciano Canfora; il quale accenna al legame dell’intellettuale greco (anche se “asettico” scienziato) con la polis, la politica e la… geopolitica: come noto, dopo Canne (216) Annibale sembra padrone dell’Italia continentale. I Cartaginesi sbarcano in Sicilia. Siracusa defeziona da Roma. «Sembrava che una riscossa del mondo greco fosse incominciata. E per Archimede non vi potevano essere dubbi» (p. 11).

Una scelta che gli costò la vita. Ma lo consacrò a defensor patriae. E ad emblema delle libertà municipali contro l’espansionismo dei predoni di Roma. 

© F. Ramponi Oxford

Abbozzi di Recensioni Per la Rete.
Solo il testo a stampa rispecchia la stesura conclusiva, il mio pensiero definitivo!

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