Rudolf TASCHNER, Der Zahlen gigantischen Schatten 2009

Ricco d’immagini particolarmente appropriate e scelte con cura dallo stesso autore; scritto in uno stile che affascina per precisione e per grazia; intelligentissimo nella costruzione e nell’ordine delle parti: il matematico costruttivista austriaco Rudolf Taschner ha consegnato alle stampe un nuovo libro capace di guadagnare il grande pubblico allo studio (e al piacere) della matematica.

Quasi a riprova del detto di Pitagora per cui tutto è numero, egli verifica come l’ombra dei numeri raggiunga ogni ambito dello scibile. Non solo la fisica e la chimica (nel cap. Bohr: numero e materia). Non solo la logica (cfr. Leibniz: numero e logica). Ma anche la musica, la letteratura, la politica: in Bach, in Hofmannsthal, in Musil, in Laplace.

Pur avendo carattere divulgativo, non s’è di fronte allo stile piano truffaldino: che fa solo credere di sapere; e spegne l’ansia di conoscenza. Perché – al contrario – il testo schiude la porta sull’ignoranza, sempre maggiore (nonostante il progresso tecnico, potenzialmente in grado di ricucire la rete del sapere) circa le interrelazioni tra i diversi campi dello scibile. E spinge a quegli approfondimenti  successivi, cui il libro inesorabilmente rimanda.

Come sempre nelle opere di Taschner, la pars destruens è migliore della pars costruens: forse per un’errata individuazione delle cause che hanno portato all’egemonia formalista. Mi spiego.

Taschner percepisce se stesso e i matematici costruttivisti come vittime di un complotto di conservatori reazionari “tradizionalisti”. Laddove, all’opposto, il formalismo e il mero proceduralismo in ogni ambito culturale – dunque anche nella matematica – sembrano tratti tipici della cultura giacobino-rivoluzionaria e dell’ideocrazia mondiale liberal-americana. (Oggi vincenti e globalizzate!)

Consigliata una traduzione in italiano.

© F. Ramponi Oxford

Abbozzi di Recensioni Per la Rete.
Solo il testo a stampa rispecchia la stesura conclusiva, il mio pensiero definitivo!

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